Antinfiammatori non steroidei (FANS) e osso

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

Author: and

Antinfiammatori non steroidei (FANS) e osso

I FANS sono tra i farmaci più utilizzati, soprattutto negli anziani, e la loro azione di inibizione della sintesi della PGE2 è presupposto per un’azione anche sull’osso. Scarsi sono, però, gli studi su questo aspetto.
I più numerosi riguardano il ruolo dei FANS nella riparazione delle fratture, dove sembrano inibire le fasi iniziali dominate da fenomeni infiammatori.

Tra fine degli anni ’90 e gli inizi del secolo, alcuni studi dimostravano un effetto positivo sulla massa ossea in pazienti che assumevano regolarmente FANS, in particolare la classe dei propionici (ibuprofene, ketoprofene…) e l’aspirina, soprattutto se in combinazione con i COX2 inibitori. Yamaza e colleghi dimostravano in tope ovariectomizzate un’azione positiva dell’aspirina sulla massa ossea e ipotizzavano un’inibizione dell’apoptosi delle cellule mesenchimali mediato da un’azione sui linfociti T.

Sempre in quegli anni due studi prospettici, su circa 8.000 e 2.000 donne rispettivamente, uno retrospettivo su oltre 200.000 donne, ed due caso-controllo, su una base di circa 300.000 e 125.000 pazienti, riportavano un rischio di frattura, nei soggetti trattati con i FANS in cronico, non diverso o leggermente superiore a chi non li assumeva. Nel prospettico veniva rilevato un aumento della BMD.

Più recentemente troviamo due lavori che, utilizzando la tecnica del “propensity score” in ampie popolazioni di soggetti operati per una prima frattura di femore dimostrano un aumentato rischio della seconda frattura nei soggetti che assumono FANS dopo la prima.
Per quanto riguarda i meccanismi con cui i FANS determinano questo effetto sul rischio di frattura, pur a fronte di un intervento nullo o positivo sulla massa ossea, in una review del 2013 si concludeva che non vi erano dati sufficienti a dimostrare un effetto chiaro sul metabolismo osseo. nell’ultimo anno sono stati pubblicati lavori che sembrerebbero indicare una inibizione della osteoblastogenesi da parte di indometacina e ketorolac, ed una inibizione da parte dell’aspirina della osteoclastogenesi forse mediata dalla soppressione dell’attivazione di NF-κB and MAPKs.

In conclusione i FANS sembrano interferire con l’osso, determinandone un deterioramento delle competenze meccaniche, non mediato da variazioni della massa ossea.