Casi clinici: Approccio al paziente con iperparatiroidismo primario dopo insuccesso della paratiroidectomia

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Casi clinici: Approccio al paziente con iperparatiroidismo primario dopo insuccesso della paratiroidectomia

Per persistenza o recidiva di Iperparatiroidismo Primario si intende la presenza di valori di calcemia e di paratormone (PTH) elevati rispettivamente subito dopo la paratiroidectomia oppure dopo almeno sei mesi di eucalcemia. La pianificazione di un re-intervento piuttosto che la terapia medica o il monitoraggio, richiede una dettagliata rivalutazione clinica, biochimica e strumentale del paziente.

La revisione dei dati anamnestici e di laboratorio è necessaria per validare la diagnosi preoperatoria, che potrà essere non confermata in caso di Ipercalcemia Ipocalciurica Familiare (FHH) o cause misconosciute di Iperparatiroidismo Secondario.
La storia familiare dettagliata può indirizzare verso sindromi familiari come Sindrome delle Neoplasie Endocrine Multiple tipo 1 o 2A (MEN1, MEN2A), Sindrome dell’Iperparatiroidismo associato a tumore della mandibola (HP- TJT) o Iperparatiroidismo Familiare Isolato (FIHP), nelle quali la persistenza/recidiva è più frequente per coinvolgimento delle paratiroidi multighiandolare sincrono o asincrono.

La revisione delle immagini di localizzazione preoperatoria, della tecnica chirurgica, del risultato del dosaggio del PTH intraoperatorio e dell’esame istologico consentono di indirizzarsi verso la presenza di un adenoma paratiroideo occulto nel collo o in sede ectopica oppure verso una malattia multighiandolare non trattata in modo adeguato.

Le indicazioni al re-intervento sono le stesse indicate dalle linee guida per i pazienti non operati, pur tenendo in considerazione il più alto rischio di ipoparatiroidismo post-chirurgico, di lesione dei nervi laringei e di insuccesso per le maggiori difficoltà del letto operatorio. Nel caso di un re-intervento è particolarmente indicato eseguire esami strumentali di localizzazione anche di secondo livello (ecografia, scintigrafia, TC, RM) ed affidare il paziente ad un team chirurgico “esperto”. Nel caso in cui esistano controindicazioni ad una seconda chirurgia, è necessario monitorare il paziente come suggerito dalle linee guida dell’Iperparatiroidismo Primario ed eventualmente utilizzare la terapia medica per la gestione dell’ipercalcemia o dell’osteoporosi secondaria.