Diete e rischio scheletrico

Diete e rischio scheletrico

L’osteoporosi è una patologia metabolica cronica del tessuto scheletrico caratterizzata da una diminuzione della resistenza scheletrica, che aumenta il rischio di un individuo a sviluppare fratture spontanee oppure indotte da minimi traumi. L’integrità del tessuto scheletrico è mantenuta da un processo, altamente dinamico, denominato rimodellamento, caratterizzato dall’equilibrata attività degli osteoclasti, cellule di origine monocitomacrofagica, deputati al riassorbimento osseo e degli osteoblasti, cellule di origine mesenchimale, responsabili della neoformazione ossea. Diversi fattori, quali fattori genetici, ormonali, nutrizionali, ambientali, possono agire sul metabolismo scheletrico, svolgendo quindi un ruolo fondamentale nel mantenimento della fisiologica omeostasi scheletrica. In particolare, una corretta nutrizione è fondamentale in tutte le fasi della vita, nel periodo della senilità, ma anche nell’infanzia e nell’adolescenza in quanto una dieta corretta garantisce un adeguato apporto di macro e micronutrienti. In particolare, macronutrienti fondamentali da apportare con la dieta, sono le proteine, i lipidi e i carboidrati da introdurre in percentuali ottimali sulla base dell’età, secondo le indicazioni del modello della dieta mediterranea. Tra i micronutrienti importanti per la salute dell’osso, vitamine e sali minerali, ed in particolare il calcio e la vitamina D. Tuttavia non bisogna tralasciare il ruolo che altri micronutrienti (fosforo, zinco, magnesio, ecc) potrebbero svolgere. Infatti, studi clinici hanno documentano come un apporto squilibrato di macroe micronutrienti con la dieta possa influire negativamente sia sul il picco di massa ossea che sul mantenimento della resistenza scheletrica durante la maturità e l’invecchiamento. Risulta quindi chiaro come diete dimagranti non equilibrate, sia in termini di apporto calorico che di nutrienti, possa svolgere un ruolo negativo sul mantenimento del benessere scheletrico.