Gli effetti della supplementazione di colecalciferolo e di calcifediolo in anziani fragili ospedalizzati

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

Author: and

Gli effetti della supplementazione di colecalciferolo e di calcifediolo in anziani fragili ospedalizzati

Premessa: L’ipovitaminosi D è una condizione particolarmente frequente nella popolazione anziana (1,2). L’International Osteoporosis Foundation (3) e L’European Society for Clinical and Economic Aspect of Osteoporosis and Osteoarthtitis (ESCEO) raccomandano la supplementazione di vitamina D nella posologia necessaria al mantenimento di livelli sierici superiori a 30 mg/ml in anziani ad elevato rischio di frattura viventi in comunità (4). L’American Geriatrics Society raccomanda l’assunzione di almeno 1000 UI di vitamina D al giorno allo scopo di ridurre il rischio di cadute in anziani in comunità (5). Allo stato attuale molti sono i metaboliti e le modalità con cui la supplementazione di vitamina D può essere effettuata, tuttavia nonostante le numerose raccomandazioni e linee guida, non ne risulta sempre chiaro l’utilizzo. La strategia di supplementazione più comunemente adottata è quella a base di colecalciferolo (vitamina D3), ma recenti studi clinici condotti su particolari tipologie di pazienti dimostrano che la supplementazione di calcifediolo (25-OHD) determina un più rapido incremento dei livelli plasmatici di vitamina D e riduzione dei livelli di PTHi, con un verosimile maggior effetto osteoprotettivo sia in paziente sottoposti a trapianto che in paziente con frattura di femore (7,8).

Scopo: Obiettivo del nostro studio è quello di valutare gli effetti della supplementazione a base di calcifediolo e di quella a base di colecalciferolo su parametri clinico-funzionali e bioumorale-strumentali in anziani fragili ospedalizzati in un reparto geriatrico per acuti.
Metodi: E’ stato condotto uno studio clinico osservazionale su pazienti anziani ospedalizzati in un reparto geriatrico per acuti ed arruolati, in ottemperanza ai criteri di inclusione ed esclusione, secondo l’ordine di arrivo in reparto. Subito dopo la firma del consenso informato, i partecipanti sono stati randomizzati al gruppo di supplementazione a base di calcifediolo (150 mcg/settimanali) o al gruppo di supplementazione a base di colecalciferolo (150 mcg/settimanali). Tutti i partecipanti ricevevano una valutazione multidimensionale (VMD) basale (T0) seguita da controlli longitudinali (T1: 3-6 giorni; T2: 7-10 giorni; T3: 1 mese; T4: 3 mesi; T5: 6 mesi). La VMD includeva valutazione dello stato di fragilità, dello stato funzionale, della comorbilità, incluso il rischio fratturativo, e della polifarmacoterapia, nonché valutazione di parametri bioumorali.

Risultati preliminari: I partecipanti allo studio hanno un’età media di 83 anni (82,63±5,42), sono prevalentemente donne (62,7%), con elevata multipatologia (7,55±3,25) e polifarmacoterapia (5,73±2,85), oltre la metà (57%) è fragile, cioè ad elevato rischio di eventi avversi, pur conservando un buon livello di autonomia funzionale nelle attività basilari (ADL: 4,33±2,73) e strumentali (40% degli uomini ha IADL ³3; 80% delle donne ha IADL³6) della vita quotidiana ed una sostanziale integrità delle funzioni cognitive (punteggio MMSE: 24,77±3,79). I partecipanti di entrambi i gruppi si caratterizzano per carenti livelli circolanti di vitamina D. La supplementazione a base di colecalciferolo così come quella a base di calcifediolo ha determinato un incremento statisticamente significativo dei livelli sierici di 25(OH)D con un trend favorevole più evidente nel gruppo trattato con calcifediolo. In entrambi i gruppi è stato osservato una riduzione dei livelli di PTHi, un incremento dei livelli di calcemia ed una riduzione di PCR, quest’ultimo dato indipendente dalla causa di ospedalizzazione. I risultati preliminari di questo studio confermano che la supplementazione di vitamina D a base di calcifediolo è efficace tanto quanto quella a base di colecalciferolo nel garantire il raggiungimento di sufficiente livelli sierici di vitamina D, anche in anziani ospedalizzati e per la maggior parte fragili.

Bibliografia

1) IOF position Statement: vitamin D reccomendations for older adult, Dawson-Hughes B, Osteoporos Int 20102) Rizzoli R: vitamin D supplementation in elderly or postmenopausal women: a 2013 update of the 2008 recommendations from the European Society for Clinical and Economic Aspect of Osteoporosis and Osteoarthritis (ESCEO). Curr Med Res Opin 2013).3) American Geriatrics Society Workgroup on Vitamin D Supplementation for Oldest Adults Recommendations abstracted from the American Geriatrics Sciety Consensus Statement on vitamin D for Prevention of Falls and Their Consequences. J Am Geriatr Soc. 2014 Jan;62(1):147-52. doi: 10.1111/jgs.12631. Epub 2013 Dec 18.4) Heike Annette Bischoff-Ferrari et al. Oral supplementation with 25(OH)D3 versus vitamin D3: Effects on 25(OH)D levels, lower extremity function, blod pressure, and markers of innate immunity. Journal of Bone and Mineral Research, Vol. 27, No. 1, January 2012, pp 16