Ipovitaminosi D: cosa cambia negli anni

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Ipovitaminosi D: cosa cambia negli anni

La vitamina D svolge un ruolo chiave nell’omeostasi del calcio e nel mantenimento della salute ossea. E’ ben noto che il deficit vitaminico D si associa ad affezioni scheletriche (rachitismo, osteomalacia, osteoporosi) ed extrascheletriche (miopatie prossimali) che si traducono in un aumentato rischio di caduta e frattura, in particolare di femore, e in un significativo peggioramento della qualità di vita del paziente. Nei primi anni 2000 l’ipovitaminosi D riguardava una parte importante della popolazione. Uno studio condotto da Isaia e collaboratori su donne italiane tra i 60 e gli 80 anni ha mostrato una prevalenza di ipovitaminosi D stabile intorno al 70-80%, che peggiorava negli anziani e nei mesi invernali.

Studi successivi hanno dimostrato che la supplementazione di vitamina D nei pazienti con ipovitaminosi D si associa ad aumento della densità minerale ossea, ad un ridotto rischio di frattura di femore e di fratture non vertebrali e ad un miglioramento della funzione muscolare con conseguente riduzione del rischio di cadute.
Da lavori più recenti è emerso come la supplementazione vitaminica D nei pazienti carenti ed insufficienti si associ ad un marcato miglioramento nello status vitaminico D.

Sulla scorta di questi dati, nella Regione Veneto sono stati avviati, a partire dal 2000, programmi di prevenzione primaria dell’ipovitaminosi D nella popolazione anziana di età superiore a 65 anni.
Nella provincia di Padova nel corso dell’ultimo decennio (2005-2015) si è osservato un netto miglioramento dello stato vitaminico D, più evidente nelle fasce d’età più avanzate, con un trend di incremento delle concentrazioni di vitamina D statisticamente significativo in tutto il periodo analizzato. Si è osservata una riduzione significativa del numero di pazienti insufficienti e un progressivo spostamento di percentuali rilevanti di soggetti nelle condizioni di sufficienza.

Una recente analisi epidemiologica sull’incidenza di fratture di femore nella Regione Veneto in un arco temporale contestuale alle campagne di supplementazione vitaminica D, ha dimostrato una significativa riduzione dell’incidenza di fratture di femore, in controtendenza rispetto al trend nazionale.