Nuove terapie per l’Osteoporosi. Farmaci antiriassorbitivi

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Nuove terapie per l’Osteoporosi. Farmaci antiriassorbitivi

Nello scheletro dell’adulto il rimodellamento osseo avviene con un processo dinamico mediante il quale il tessuto osseo riassorbito dagli osteoclasti viene successivamente rimpiazzato da osso neoformato ad opera degli osteoblasti. Questi due eventi strettamente accoppiati, garantiscono l’integrità strutturale e anatomica dello scheletro. Uno squilibrio di questo processo dinamico che si traduce in una prevalenza del riassorbimento osteoclastico o in una riduzione della neoformazione osteoblastica, determina l’insorgenza dell’osteoporosi (OP) e dell’evento che conferisce la sua rilevanza clinica: la frattura da fragilità. I farmaci antiriassorbitivi per il trattamento dell’OP attualmente inseriti nella Nota 79 (Bisfosfonati, Denosumab, SERMs), anche se con modalità e meccanismi differenti fra loro, hanno la caratteristica comune di inibire il riassorbimento osteoclastico, effetto che, per il meccanismo di accoppiamento, comporta una riduzione della neoformazione osteoblastica, con il risultato di una persistente contrazione del rimodellamento osseo. Le recenti scoperte dell’osteobiologia hanno creato nuove opportunità con lo sviluppo di recenti farmaci antiriassorbitivi in grado di possedere un’azione benefica sull’osso con effetti sul rimodellamento osseo in parte differenti rispetto ai composti attualmente disponibili. Gli inibitori della catepsina K e della chinasi Src rappresentano i nuovi antiriassorbitivi più studiati, in grado di determinare un disaccoppiamento fra riassorbimento osteoclastico (soppresso) e neoformazione ossea (solo parzialmente inibita). Fra gli inibitori della catepsina K, una proteasi espressa dagli osteoclasti responsabile della degradazione del Collagene di tipo 1 e di altre proteine della matrice ossea, Odanacatib (ODN) è il composto che a tutt’oggi ha fornito i risultati più convincenti nei trials clinici di fase 1, 2 e 3. Lo studio di fase 2 in donne PM con bassa massa ossea ha mostrato significativi incrementi della densità lombare (11.9%) e femorale (8.5%) dopo 5 anni al dosaggio di 50 mg/settimana per os. I risultati dello studio LOFT (Long-Term Odanacatib Fracture Trial) che ha coinvolto oltre 16.000 donne con bassa massa ossea o con fratture vertebrali (Fx V) seguite per 34 mesi e presentati al congresso ASBMR del 2015, hanno mostrato in soggetti trattati con ODN una riduzione significativa (p<0.001) del rischio relativo di Fx V morfometriche (RRR:54%), di Fx di femore prossimale (RRR: 47%) e Fx non vertebrali (RRR: 23%) rispetto al placebo. Tutti gli studi hanno dimostrato un profilo di “safety” migliore (spt. su eventi cutanei) rispetto ad altri composti inibitori della catepsina K (es. Balicatib). Gli approfondimenti anche per altri nuovi farmaci antiriassorbitivi (es, Saracatinib, o inibitori del canali del cloro) verranno discussi in sede di comunicazione.