Osteoncologia: What’s New

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Osteoncologia: What’s New

Recenti lavori su modelli animali hanno dimostrato inequivocabilmente che la creazione di una condizione di ipogonadismo mediante castrazione determina una condizione favorente la colonizzazione metastatica (ed il successivo sviluppo di metastasi) un volta inoculate nel circolo cellule cr di prostata e mammella. Nei medesimi modelli animali è stato inoltre dimostrato che pretrattando con ac zoledronico si riduceva significativamente ll processo metastatico. E’ stato inoltre dimostrato che a parità di numero di cellule. neoplasiche nel midollo lo sviluppo metastatico è maggiore nei ratti giovani (con turnover osseo più elevato) che in quelli adulti. E’ stato recente dimostrato inoltre che le cellule neoplastiche una volta arrivate al midollo si localizzano preferenzialmente nella così detta nicchia osteblastica, ovvero quella regione dell’osso endostale occupata dagli osteoblasti che nel midollo gestiscono le cellule staminali emopoietiche, creando la così detta nicchi premetastatica, dove le cellule neoplastiche staminalizzano, per dare successivamente metastasi cliniche. Le ricadute nelle pratica clinica sono importanti. Le donne con cr della mammella, soprattutto quelle più giovani, che vanno in menopausa per effetto della chemioterapia o che fanno terapia ormonale adiuvante cosi come i maschi con cr della prostata con blocco ormonale presentano un turnover osseo particolarmente elevato e questo li predispone paradossalmente ad una aumento del rischio di colonizzazione del midollo osseo. La soppressone del turnover osseo mediante bisfosfonato o denosumab, da un lato indicato per la prevenzione dell’osteoporosi secondaria e delle fratture (nota 79) in realtà è in grado di esercitare un importante effetto adiuvante, che si aggiunge a quello della terapia ormonale. Da una recentissima metanalisi emerge che i bisfosfonati, principalmente ac zoledronico, ma anche il clodronato, sono in grado di ridurre il rischio di ripresa di malattia a livello scheletrico del 18% tanto che nelle linee guida ESMO 206 l’uso dei BPS viene consigliato appena si inizia la terapia ormonale, cosi attuabile in Itala grazie alla nuova nota 79. Ma più recentemente sono emersi nuovi dati con denosumab (60mg/ogni 6 mesi). E’ infatti stato dimostrato, unico tra gli inibitori del riassorbimento osseo, che oltre a prevenire la perdita di BMD, è in grado di ridurre significativamente le fratture da fragilità indipendentemente dalla ‘età, dalla durata della terapia ormonale e dalla BMD di partenza (i precedenza era già sto dimostrato per il maschio cn cr della prostata). Inoltre in linea con il razione sopraesposto vi sono dati preliminari di una riduzione significativa del rischio di ripresa di malattia del 10% a tre anni nelle donne ad alto rischio. Il riscontro che le cellule del CR mammella esprimono i RANKL apre ulteriori scenari terapeutici per denosumab.