Chi deve decidere quando fare un esame MOC?

Come per qualunque altro esame strumentale, deve essere il medico a consigliarlo, sulla base delle informazioni cliniche di cui dispone. In genere l’indicazione ad eseguire una misurazione della massa ossea viene posta nei seguenti casi: a. presenza di fattori di rischio nell’anamnesi personale;
b. per meglio motivare la scelta di praticare una terapia sostitutiva estrogena in postmenopausa, se la massa ossea appare comunque ridotta;
c. in caso di terapie prolungate con farmaci ad azione documentata sul metabolismo osseo;
d. riscontro casuale di fratture di corpi vertebrali, asintomatiche;
e. endocrinopatie (ipertiroidismo, iperparatiroidismo, morbo o sindrome di Cushing);
f. menopausa precoce, chirurgica (ovariectomia in età fertile) o chimica (terapia con analoghi dell’Lh-rh); per valutare nel tempo l’efficacia di un trattamento volto ad incrementare la massa ossea.
La mineralometria ossea non è invece indicata come test di screening sulla popolazione generale. Salvo casi particolari, è inutile ripetere la misurazione prima che siano trascorsi 10-12 mesi, in quanto la differenza di massa ossea attesa nel breve periodo può essere inferiore al coefficiente di variazioni (margine di errore) della misura.
Quali sono le apparecchiature più sensibili, e quali sono le ossa di cui è più utile misurare la densità minerale?

Le strumentazioni più diffuse sono di due tipi: quelle cosiddette a singolo raggio fotonico (SPA), con le quali si può misurare la densità minerale dell’avambraccio e del polso, e quelle che impiegano una tecnologia radiologica (DEXA) mediante la quale è possibile misurare la densità del corpo intero (proiezione “total body”), della colonna vertebrale e della estremità prossimale del femore.
La Tomografia Assiale Computerizzata (QCT) può essere usata per valutare con precisione il rapporto tra componente corticale e componente trabecolare di un corpo vertebrale e, nella versione detta pQCT, può valutare gli stessi parametri sulle ossa dell’avambraccio. Recentemente sono state introdotte in clinica apparecchiature ad ultrasuoni, che misurano la velocità di trasmissione dell’onda al calcagno, alla patella ed alle falangi delle mani.
Forniscono dati interessanti anche su un’altra caratteristica dell’osso, quale l’elasticità. La scelta del distretto da esaminare dipende da vari fattori : in primo luogo dalla disponibilità di una determinata apparecchiatura sul territorio, poi dal sesso e dall’età del soggetto.
Molti pazienti richiedono che venga seguita la proiezione “total body” ritenendo che fornisca dati più completi. In realtà è la proiezione meno attendibile e di utilità pratica dubbia. La maggior parte degli Autori consiglia di misurare la densità della colonna vertebrale (si può valutare solo il segmento lombare) nelle donne sino a 60 anni e la densità del collo del femore nell’età più avanzata. Ai fini della predittività delle fratture, nessun sito è comunque superiore ad un altro, per cui, se la finalità dell’esame è quella di calcolare il rischio di cedimenti strutturali in una qualunque sede, un distretto vale l’altro.

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