L’osteoporosi è una vera malattia oppure una condizione inevitabile, legata all’invecchiamento?

Più che una “malattia” l’osteoporosi è una “sindrome” cioè una patologia condizionata da numerosi fattori e da concause non completamente conosciute.
Per comprendere meglio i meccanismi attraverso i quali l’osso può diventare porotico, rarefatto e fragile sino a perdere le caratteristiche sue proprie di elasticità e resistenza, è importante conoscere i momenti fondamentali che ne regolano la crescita ed il metabolismo normale.
Contrariamente a quanto si può ritenere, l’osso non è una struttura inerte, ma un tessuto molto attivo dal punto di vista metabolico, che si rinnova costantemente e rapidamente nel corso della vita .La struttura generale dello scheletro è rappresentata da un substrato di proteine molto resistenti ed elastiche (collagene) nel cui contesto si depositano i cristalli di calcio e fosfato (idrossiapatite), che conferiscono rigidità e consistenza.
Lo scheletro dell’individuo adulto contiene quasi il 99% di tutto il calcio presente nell’organismo.
La disposizione del tessuto così calcificato è caratteristica : nella parte esterna dell’osso (corticale) è particolarmente densa, all’interno (componente trabecolare) assume un aspetto ad alveare che contribuisce a renderlo più leggero senza ridurne la capacità di sopportare carichi.
L’osso corticale compatto costituisce quasi l’80% del totale ed è maggiormente rappresentato nelle ossa lunghe ( arti superiori e inferiori), l’osso trabecolare è circa il 20% del totale ed è particolarmente presente nella parte interna dei corpi vertebrali.
L’osso ha anche una componente cellulare, come qualsiasi altro tessuto.
Le sue cellule sono altamente specializzate e dedicate alla formazione di nuovo osso (osteoblasti), alla distruzione ed al riassorbimento dell’osso invecchiato (osteoclasti),e verosimilmente alla regolazione autonoma di queste due attività (osteociti).
Il processo metabolico generale prende il nome di “rimodellamento”.
In condizioni normali esso si svolge con una sequenza prestabilita: intervengono prima gli osteoclasti, che producono una piccola cavità di riassorbimento; questa cavità viene poi riempita da nuovo tessuto calcificato ad opera degli osteoblasti, e così di seguito, con cicli continui della durata complessiva ciascuno di 90 giorni. Se la quantità di osso neoformato è pari a quella di osso assorbito si ha una condizione di equilibrio metabolico.
L’osteoporosi sopraggiunge come evento finale di una serie di cicli durante i quali viene riassorbito più osso di quanto non se ne formi.
Questo può avvenire perché gli osteoclasti lavorano troppo o perché gli osteoblasti lavorano troppo poco, o per tutte e due le cause assieme.
Poiché il rimodellamento nel suo complesso è regolato da un’enorme serie di fattori (ormoni, farmaci, attività fisica, patologie locali etc.) le cause che possono condurre allo sbilanciamento dei processi di formazione e riassorbimento, e quindi all’osteoporosi sono assai numerose.

Comments are closed.