Osteoporosis drug holiday: data and opinions (CONS)

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Osteoporosis drug holiday: data and opinions (CONS)

L’osteoporosi è una patologia cronica ancora insufficientemente trattata. I pazienti vanno seguiti per molti anni con terapie atte ad evitare le fratture ed il peggioramento della qualità di vita. E’ ormai abitudine diffusa e non sempre giustificabile effettuare, dopo qualche anno di trattamento, un periodo di “drug holiday” soprattutto basandosi sulla lunga emivita dei farmaci tutt’ora più usati, i bisfosfonati, e sui possibili effetti avversi a lungo termine. La compliance e l’aderenza ai farmaci per l’osteoporosi sono un altro importante problema che si interseca con le sospensioni temporanee dei trattamenti e quindi con la durata dell’effetto antifratturativo. Nel considerare la opportunità di una “drug holiday” diventano fondamentali alcuni fattori che devono essere sempre individualizzati, quali il tipo di trattamento, la corretta supplementazione con calcio e vitamina D, la prevenzione degli effetti collaterali farmaco-correlati e soprattutto l’entità del rischio fratturativo. Negli ultimi anni è stato dimostrato come la riduzione del rischio di frattura utilizzando farmaci osteoattivi oscilli tra il 30 ed il 50% mentre i rischi di eventi avversi farmaco-correlati è assai inferiore. Al fine di stimare in maniera corretta il rischio di frattura sono disponibili algoritmi come il FRAX ed il De-FRA. La decisione di una “drug holiday” deve quindi essere personalizzata e seguita da rivalutazione periodica dei fattori di rischio, anche in base alla farmacocinetica del singolo farmaco. In assenza, fino ad oggi, di linee guida specifiche o di evidenze di EBM sulla “drug holiday”, dati della letteratura suggeriscono che solo per i soggetti a basso rischio dopo 5 anni di aminobisfosfonati orali o 3 anni di zoledronato, una temporanea sospensione potrebbe essere considerata, con un attento monitoraggio finalizzato ad individuare nuovi fattori di rischio o modificazioni della BMD o dei marcatori bioumorali. Per i soggetti a rischio elevato, con recenti fratture o con diminuzioni della BMD o con importanti fattori di rischio, il trattamento va continuato senza interruzioni anche per molti anni. Di recente una Task Force della ASBMR ha suggerito un algoritmo sulla gestione delle donne in post-menopausa in terapia “long-term” con bisfosfonati, mettendone comunque in luce limitazioni dovute ai dati attualmente disponibili che non permettono di conclusioni definitive. Il giudizio clinico sul singolo paziente resta quindi fattore fondamentale nella eventuale decisione di una “drug holiday”. Soprattutto con i nuovi farmaci attualmente in sviluppo, si auspica sarà possibile trattare i pazienti con una sequenza di agenti terapeutici in grado di dare una riduzione globale degli eventi avversi e con una ulteriore riduzione del rischio fratturativo.