Ruolo della vitamina D nel paziente nefropatico

Filled Under: ATTI - XVI CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2016

Year: 2016

Number: 3/4

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Ruolo della vitamina D nel paziente nefropatico

I soggetti affetti da malattia renale cronica (CKD) precocemente manifestano importanti anomalie dell’omeostasi minerale che comprendono i livelli sierici di calcio, fosforo, vitamina D, e paratormone (PTH). Queste alterazioni metaboliche hanno un forte impatto sulla storia clinica e la prognosi dei pazienti affetti da CKD dal momento che sono correlate con lo sviluppo di complicanze cardiovascolari. Il termine CKD-MBD “ Chronic Kidney Disease-Mineral Bone Disease” è stato coniato con il razionale dare una nuova definizione alla malattia ossea in corso di CKD connotandola come un disordine sistemico strettamente legato allo sviluppo di calcificazioni vascolari e all’insorgenza di problematiche cardiovascolari. Il deficit di vitamina D ha un ruolo centrale nella patogenesi della CKD-MBD. La vitamina D infatti, grazie alle sue azioni pleiotropiche, mediate dal legame con suoi specifici recettori (VDRs), ubiquitari nell’organismo, esercita effetti di inibizione sullo sviluppo dell’iperparatiroidismo secondario, anti-ipertensivi, anti-infiammatori, anti-fibrotici, immunomodulanti, antiproliferativi, anti-diabetici ed anti-proteinurici.

Questi meccanismi spiegano, almeno in parte, come lo stato della vitamina D possa influenzare in modo rilevante lo sviluppo di complicanze cardiovascolari e la progressione del danno renale in corso di CKD. Tali osservazioni supportano la necessità di una diagnosi precoce dei disturbi dell’omeostasi minerale in corso di CKD e della correzione del deficit di vitamina D per evitare lo sviluppo di problematiche cardiovascolari e degli eventi maggiori ad esse correlate.