Attività fisica e riabilitazione

L’attività fisica è un importante fattore per la salute dell’osso, già a partire dall’età evolutiva. Le evidenze scientifiche
suggeriscono che l’attività fisica nei bambini è tra le strategie più efficaci sia per facilitare il raggiungimento
di un adeguato bone peak, sia per il mantenimento di un tessuto osseo qualitativamente e quantitativamente
adeguato alle richieste funzionali, che come opzione terapeutica per l’osteoporosi pediatrica. Bisogna
tuttavia considerare che il termine attività fisica è generico e comprende dalle attività svolte in maniera blanda
nel tempo libero fino alle attività sportive. L’effetto osteogenico dell’attività fisica sulla composizione ossea
si esplica sia attraverso la contrazione muscolare sia tramite le forze di impatto generate durante l’esercizio. Le
attività che mostrano il maggiore effetto osteogenico sono generalmente quelle caratterizzate da carichi elevati
concentrati nel tempo.
Se è universalmente accettato che nel soggetto in accrescimento un adeguato livello di attività fisica rappresenta
un elemento essenziale per il corretto sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico, inclusa la quantità e la qualità
dell’osso, molta incertezza esiste ancora sul ruolo terapeutico che l’esercizio fisico può esercitare nel prevenire
o migliorare una condizione di depauperamento scheletrico tipico di alcune patologie del bambino.
È importante distinguere due fondamentali categorie di soggetti affetti da osteoporosi pediatrica, a prescindere
dalla patogenesi che ne ha determinato la condizione: i bambini che presentano una condizione di depauperamento
osseo (BMD Z-score lombare e/o total body less head <-2 SD), in assenza di fratture da fragilità, e i bambini che presentano una o più frattura da osteoporosi. Nel primo caso il planning riabilitativo si baserà sia su una modulazione dell’attività fisica/sportiva con l’obiettivo di incrementare la quantità e la qualità dell’osso o di limitarne la perdita laddove non fosse possibile un miglioramento a causa di altri fattori, come ad esempio trattamenti farmacologici osteolesivi concomitanti. Nel caso, invece, di un bambino che ha già presentato una o più fratture da fragilità, l’intervento riabilitativo dovrà necessariamente basarsi sulla formulazione di un Progetto Riabilitativo Individuale, che dovrà tenere conto sia della fragilità scheletrica che delle eventuali complicanze/esiti derivanti dall’evento fratturativo. Tale Progetto si baserà, quindi, su specifiche attività di esercizio terapeutico con lo scopo non solo di migliorare la qualità e la quantità dell’osso, ma soprattutto di incrementare la performance funzionale e la qualità di vita del bambino.

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