DEXA: TBS e 3D

Filled Under: ATTI - XVIII CONGRESSO NAZIONALE SIOMMMS 2018

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La densitometria ossea a doppio raggio X (DXA, Dual Energy X-Ray Absorptiometry) rimane lo standard di riferimento
nella pratica clinica per valutare la densità minerale ossea (BMD, bone mineral density), parametro
che riflette buona parte della resistenza ossea alle fratture (circa il 60-70%). Ciononostante, esistono parametri
scheletrici diversi rispetto alla BMD quali la geometria ossea, la microarchitettura, la mineralizzazione e il turnover
osseo: tutti questi parametri contribuiscono alla resistenza ossea in modo indipendente dalla BMD, ma
non è possibili indagarli correttamente con la DXA.
Tali parametri sono comunemente valutati attraverso tecniche più complesse quali la tomografia computerizzata
periferica ad alta risoluzione (HRpQCT) o la microCT, sebbene queste tecniche siano soprattutto relegate
alla ricerca e non vengano comunemente utilizzate nella pratica clinica. Il Trabecular Bone Score (TBS) e la DXA
3D sono dei software che cercano di venire incontro a questa esigenza, cercando di introdurre nella pratica clinica
degli strumenti in grado di andare oltre i limiti della DXA. Entrambi forniscono un risultato a partire da
elaborazioni successive alla stessa indagine DXA, in modo rapido e non invasivo, senza necessità di sottoporre
il paziente ad ulteriori indagini.
La letteratura sul TBS è ormai estesa, ed il software è stato studiato ampiamente. Diversi studi in vitro hanno
dimostrato come il TBS correli con alcuni parametri microarchitetturali indagati alla microCT. Il principio su cui
si basa il TBS e che verrà affrontato durante la relazione è quello della “textural analysis”: il software valuta le
differenze tra livelli di grigio, ottenendo un dato sulla omogeneità dell’immagine DXA bidimensionale. Gli studi
in vivo hanno mostrato una discreta correlazione con la BMD volumetrica misurata mediante quantitative
CT (QCT), mentre l’associazione coi parametri microarchitetturali periferici della HRpQCT è risultata più debole.
Ciononostante è stato dimostrato in molti studi clinici come il TBS sia in grado di predire il rischio di frattura
in modo indipendente dalla BMD, ed è associato alle fratture osteoporotiche maggiori incidenti nelle donne in
post-menopausa e negli uomini over 50. Il TBS può inoltre essere utilizzato per correggere il dato FRAX.
Allo stesso modo del TBS, la DXA 3D si concentra sullo studio di parametri geometrici a livello del femore, sempre
a partire da un dato DXA. Infatti, la distribuzione della massa ossea trabecolare e corticale è importante ai
fini della resistenza ossea femorale. L’utilizzo di queste tecniche è più recente, seppure i primi studi in letteratura
suggeriscono che queste misurazioni 3D potrebbero potenzialmente apportare informazioni importanti e
complementari alla BMD. La precisione di queste misure, in un recente studio, è risultata simile a quella della
BMD. Le misurazioni ottenute hanno dimostrato di correlare bene con i parametri della QCT. Studi futuri sono
necessari per valutare l’accuratezza di questa tecnica e se questi parametri strutturali 3D derivati dalla DXA possano
essere utili nel predire il rischio di frattura.

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