Epidemiologia e patogenesi osteoporosi e malattie neurologiche

L’osteoporosi (OP) nei pazienti con disabilità neurologica rappresentano una problematica importante e in costante
incremento in quanto:
– Le fratture in questi pazienti sono un problema frequente e con una prevalenza in aumento (aumento della
sopravvivenza e dell’età media dei pazienti).
– Le fratture da OP determinano un marcato peggioramento delle capacità funzionali e della mortalità.
– L’aumento del rischio di frattura non è correlabile solo con l’aumento del rischio di caduta, ma anche con le
modificazioni intrinseche della qualità dell’osso.
– La si può prevenire se il rischio è valutato precocemente.
Anche nella nuova nota 79 alcune patologie neurologiche e la disabilità motoria sono previste come cause aggravanti,
per la prescrivibilità dei farmaci. Le patologie in cui l’OP è più frequente sono; lo stroke, la sclerosi multipla,
le mielolesioni e la M. di Parkinson. In particolare nello stroke, che rappresenta un po’ il paradigma di tutte
le altre patologie, le cause principali di OP sono in sintesi: la ridotta motilità da paresi, l’alterato carico sugli
arti (che determina tra l’altro un aumento della produzione di sclerostina), i fattori nutrizionali (in gran parte
per la disfagia) e l’assunzione di alcuni farmaci osteopenizzanti (anticomiziali, TAO,…). A tutto quanto sopra
esposto devono essere aggiunti i fattori di rischio personali pre-esistenti e concomitanti (età, famigliarità, stile
di vita, sesso,…) che diventano particolarmente importanti nei pazienti anziani e a lunga sopravvivenza.
Nelle mielolesioni (SCI) le problematiche scheletriche sinora sono state sottostimate sia in fase acuta che in
quella della cronicità.
La loro importanza si è via via incrementata per:
– aumento dell’età media di insorgenza della SCI
– aumento della aspettativa di vita (= anni passati con la mielolesione)
– aumento dei rischi traumatici post SCI (maggior attività e partecipazione dei pazienti ad attività fisico-sportive)
Nella sclerosi multipla vari studi evidenziano una precoce riduzione della BMD, che la gravità della disabilità e
gli anni di insorgenza spiegano solo in parte, ed essa rappresenta la seconda causa di disabilità neurologica dopo
lo stroke. Problematiche analoghe, se non superiori nella M. di Parkinson.

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