Fratture da fragilità in età pediatrica

Le fratture sono un evento comune in età pediatrica (42% di ragazzi e 27% di ragazze sostengono una frattura
tra 0 e 16 anni), generalmente conseguenti ad eventi traumatici, la cui energia non è sempre efficiente. Le fratture avvengono con picchi di frequenza in base alle fasi di maturazione dello scheletro ed alla sede: ad esempio a 2 anni sono frequenti le fratture diafisarie del femore, mentre in epoca prepuberale l’avambraccio è la sede più frequente (la loro incidenza rilevata in gran Bretagna è del 3% nei ragazzi e 1,5% nelle ragazze). La causa di questa suscettibilità alle fratture è da ricercare nei processi di morfogenesi ed accrescimento delle ossa più frequentemente colpite, che in alcune fasi presentano una vera e propria fragilità. Alcuni fattori sono stati individuati come favorenti queste fratture, come il rapido accrescimento, la carenza di vitamina D, carenze nutrizionali ed obesità. Più raramente le fratture nei bambini possono essere la manifestazione, spesso la prima, di una malattia genetica che causa fragilità ossea direttamente o come manifestazione accessoria, oppure la complicazione di malattie croniche acquisite.
Tra le malattie genetiche causa primaria di fratture da fragilità troviamo: l’Osteogenesi imperfetta in tutte le sue forme, la Sindrome osteoporosi pseudoglioma, l’Osteoporosi giovanile idiopatica. Tra le malattie dove la fragilità ossea non è la principale manifestazione, abbiamo: i Rachitismi vitamino D resistenti, l’ipofosfatasia, la Sindrome di Marfan, la Sindrome di Erlher-Danlos, l’Omocistinuria, la Talassemia, ed altre meno frequenti.
Tra le malattie acquisite più frequentemente causa di fratture da fragilità possiamo annoverare le cause di malassorbimento (Celiachia in primis), la malattie infiammatorie (Artriti giovanili, Lupus sistemico, Fibrosi cistica, Malattie infiammatorie intestinali le più comuni), le malattie neuromuscolari (Paralisi cerebrali, Distrofia di Duchenne), le patologie endocrine (Cushing, le alterazioni della produzione degli ormoni sessuali o della crescita).
La Society for Clinical Densitometry (ISCD) ha definito nel 2013 i criteri per la diagnosi di osteoporosi in un bambino/adolescente: la presenza di una frattura vertebrale da fragilità, o la presenza di una frattura da fragilità non vertebrale valori di Z-score minori di -2.0DS. Ma anche la presenza di una storia di fratture traumatiche delle ossa lunghe (2 o più dopo i 10 anni, oppure 3 o più entro i 16 anni) deve far sospettare la presenza di un’osteoporosi. Alla diagnosi deve poi seguire un corretto approccio terapeutico, che, oltre alla supplementazione con vitamina D e calcio, ricorre generalmente ai bisfosfonati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *