I bisfosfonati iniettivi: attualità e prospettive

Le malattie metaboliche e fragilizzanti dello scheletro sono condizioni patologiche assai diffuse. Le più frequenti sono certamente le forme di carattere sistemico, quali le osteoporosi primitive e secondarie e l’osteomalacie, mentre più rare sono le malattie a chiara impronta genetica, quale l’Osteogenesi Imperfecta. Forme meno comuni hanno, invece, un carattere focale, quali il Morbo di Paget dell’Osso, la patologia neoplastica metastatica, la sindrome algodistrofica o, meglio, la Complex Regional Pain Syndrome Type 1 (CRPS1) e, più in genere, le forme caratterizzate da edema midollare dell’osso ad impronta metabolica. Tra le forme focali meno frequenti, vale la pena di ricordare la Displasia Fibrosa dell’osso. Sebbene queste condizioni siano nettamente distinte dal punto di vista eziologico, patogenetico e clinico, molte di esse si giovano in modo rilevante della terapia con bisfosfonati, anche per via iniettiva. Nell’osteoporosi primitiva della donna e del maschio, come in quella da glucocorticoidi, l’acido zoledronico 5 mg, somministrato e.v. una volta/anno ha ampiamente dimostrato di ridurre l’incidenza di fratture vertebrali, non vertebrali e di femore. Questa robusta efficacia è certamente funzione, oltre che della potenza del farmaco, anche della necessariamente totale compliance alla terapia che, anche nella comune pratica clinica, costituisce un notevole pregio di questo tipo di trattamento. La somministrazione endovenosa di acido zoledronico 5 mg è oggi anche la prima scelta nel trattamento del Morbo di Paget dell’osso. Una singola infusione, infatti, è in grado di indure remissione della malattia nella stragrande maggioranza dei pazienti per un periodo di oltre 2 anni, con una efficacia nettamente superiore a quella del risedronato somministrato per via orale. Il Neridronato è parimenti indicato nella terapia del Morbo di Paget dell’osso: anche la sua somministrazione per via parenterale si è dimostrata molto attiva. Questo farmaco, inoltre, è assai efficace per via iniettabile anche nella terapia dell’Osteogenesi Imperfecta e della CRPS1. In queste due condizioni, è l’unico presidio farmacologico oggi registrato in Italia presso il Ministero della Salute. Seppure non esistano oggi bisfosfonati iniettabili con specifica indicazione per la terapia della Displasia Fibrosa dell’osso, un’ampia letteratura dimostra l’efficacia del pamidronato sodico e.v. in questa condizione, per il cui trattamento, pur sempre off-label, anche il neridronato sembra dotato di analoghe capacità. In conclusione, i bisfosfonati iniettabili costituiscono oggi una terapia di prima linea, se non esclusiva, per molte malattie metaboliche e fragilizzanti dello scheletro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *