Metabolismo osseo e SNC

Il cervello, che governa la maggior parte delle funzioni fisiologiche dell’organismo, dalla memoria, alla regolazione
della frequenza cardiaca e della respirazione, è in grado di influenzare anche il metabolismo osseo. La
prima documentazione di una relazione anatomica tra tessuto nervoso e tessuto osseo risale alla fine del ‘500.
Nei secoli successivi, diversi autori hanno descritto che l’intensa rete nervosa dell’osso corticale era in rapporto
con la rete vascolare.
A livello del sistema nervoso centrale, l’ipotalamo, struttura cerebrale esposta a diverse molecole provenienti dal
circolo periferico, come nutrienti e ormoni (ad es. leptina, adiponectina), oltre a regolare il metabolismo energetico,
modula anche l’omeostasi scheletrica. I progressi nella comprensione del controllo centrale del metabolismo
osseo negli ultimi due decenni sono stati guidati, infatti, da una maggiore conoscenza del metabolismo
energetico.
Il rimodellamento osseo risponde ai cambiamenti dell’omeostasi energetica dell’organismo. Diversi regolatori
centrali, quali leptina, NPY, serotonina, endocannabinoidi, cocaine- and amphetamine-regulated transcript
(CART), adiponectina, melatonina e neuromedina U, modulano la differenziazione, la proliferazione e la funzione
degli osteoblasti e degli osteoclasti.
Evidenze più ampie supportano un ruolo osteometabolico anche da parte del sistema nervoso autonomo, in particolare
del simpatico, identificato originariamente come la via efferente predominante nella regolazione del signalling
centrale per il controllo del metabolismo osseo, in parte regolata attraverso i geni circadiani.
Sebbene sia noto il ruolo osteolesivo di numerose patologie neurologiche, sia centrali che periferiche, è da sottolineare,
però, che gran parte delle evidenze disponibili sull’interazione tra sistema nervoso centrale e tessuto
osseo derivano da studi condotti su modelli animali, che hanno avuto il merito di chiarire, almeno in parte, i
complessi meccanismi alla base di questo rapporto ancora tutto da definire.
Le grandi sfide future sono la comprensione del ruolo specifico dei molteplici neuropeptidi coinvolti nel rapporto
tra turnover osseo ed omeostasi metabolica, le modalità attraverso cui le cellule ossee utilizzano i substrati
energetici per regolare il turnover e il feedback tra BMU e sistema nervoso.

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