Ruolo del calcio e della vitamina D nell’età pediatrica

Vitamina D e calcio sono essenziali per la crescita e lo sviluppo scheletrico a partire dalla vita intrauterina. Il calcio
è il maggior componente minerale dell’osso, e la vitamina D è necessaria per l’assorbimento intestinale del
calcio. È noto da tempo che nei bambini le carenze di vitamina D (ma anche di calcio) possono determinare rachitismo
ed esporre al rischio di osteoporosi e fratture durante tutta l’età evolutiva.
È inoltre ampiamente documentato in studi prospettici che alterazioni qualitative e quantitative del tessuto osseo
nell’età pediatrica costituiscono un importante fattore di rischio per osteoporosi e fratture nell’età adulta.
Recenti studi hanno analizzato i ruoli fisiologici della vitamina D su diversi organi e sistemi e i problemi connessi
all’insufficienza o deficienza di vitamina D, sia in soggetti sani che in soggetti affetti da diverse patologie.
È stato in particolare dimostrato che, anche nei paesi sviluppati, molti bambini altrimenti sani e ben nutriti hanno
bassi livelli di vitamina D e carente apporto di calcio, con conseguente sviluppo osseo subottimale (ridotto
picco di massa ossea al termine della crescita). Questi problemi sono ancora più evidenti in bambini affetti da
patologie croniche, dalla fibrosi cistica alla distrofia muscolare di Duchenne.
L’ottimizzazione dell’apporto alimentare di calcio e la supplementazione con vitamina D sono oggi raccomandati
in molti paesi, anche attraverso l’uso di alimenti “fortificati” (latte, pasta, ecc.).
Nell’età pediatrica l’apporto di calcio consigliato è quello che deriva dagli alimenti, riservando la supplementazione
farmacologica a casi particolari. L’utilizzo terapeutico della vitamina D (o dei suoi metaboliti attivi) rappresenta
invece uno “standard of care” nel trattamento di varie patologie croniche nei bambini e adolescenti.

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