Trapianto di rene e osso

Il trapianto di rene rappresenta oggi una valida e concreta opzione terapeutica nel trattamento dei pazienti con
insufficienza renale in fase terminale. Alterazioni del metabolismo osseo e minerale sono molto frequenti nei
pazienti con insufficienza renale e tendono a persistere anche dopo un trapianto di successo. L’osteoporosi e le
fratture ad essa correlate rappresentano una seria complicanza nel post-trapianto. La perdita di massa ossea è
maggiore nei primi 6-12 mesi dal trapianto e l’incidenza di fratture si attesta intorno al 5-44%. Il rischio di frattura
di femore durante i primi 3 mesi dal trapianto è superiore a quello dei pazienti in dialisi.
Il danno osseo post-trapianto riconosce una patogenesi multifattoriale. Sicuramente la terapia immunosoppressiva
rappresenta una delle maggiori cause di fragilità scheletrica. Tuttavia un altro importante fattore patogenetico
di morbidità ossea è rappresentato dall’iperparatiroidismo secondario persistente, che interessa fino al
50% dei pazienti, anche in presenza di una normale funzione renale. Nei pazienti trapiantati di rene l’ipovitaminosi
D è molto frequente e sembra contribuire alla persistenza di iperparatiroidismo secondario. Il trattamento
con vitamina D nativa si è dimostrato efficace e sicuro nel ridurre i livelli di PTH in questo setting di pazienti.

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